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Ultimi tre appuntamenti per la rassegna “Polimorfa” ad Alice Superiore (Val di Chy)

Ultimi tre appuntamenti per la seconda edizione di Polimorfa, la rassegna di arti performative che si svolge nel pluriuso di Alice Superiore (Val di Chy). Come la passata edizione, il festival è diretto ed organizzato dal collettivo Biloura in collaborazione con il comune di Val di Chy e la Fondazione Piemonte dal Vivo. La rassegna ha nella multidisciplinarietà e nella partecipazione degli abitanti della Valchiusella i suoi punti di forza, come testimoniato dal successo della prima edizione.

Domenica 22 maggio sul palco alle ore 16 “Il testamento dell’ortolano”, di Teatro degli Acerbi. Con Massimo Barbero, regia di Patrizia Camatel.

Da un racconto di Antonio Catalano. Rielaborazione testo, Antonio Catalano. Produzione: Teatro degli Acerbi. Un monologo teatrale tratto da un racconto di Antonio Catalano, eclettico artista, il poeta della meraviglia, il cantore delle piccole cose. Il sapore è quello di una fiaba antica, ma i contenuti sono modernissimi, poiché si parla del legame di amore e cura per il Pianeta Terra. L’orto diventa un luogo in cui specchiarsi, in cui ritrovare le vicende familiari, in cui scoprire il legame plurimillenario tra l’umanità e la Terra, che dobbiamo tutelare come eredità comune e ancor di più come fonte di vita. “Il testamento dell’ortolano” è un antico canto in cui però si narrano le gesta non di prodi cavalieri, ma di contadini in sella alla Lambretta, di peperoni magici esplosi in cielo come fuochi d’artificio, di balli a palchetto e lune di polenta.


Venerdì 27 maggio alle ore 21, “Tangle” di Francesca Mari.

Regia e coreografia di Francesca Mari, collaboratore culturale, Losallio Milika Pusiaki. Occhio esterno: Piergiorgio Milano e Katy Yla-Hokkala, collaboratore: Connie “Paprika” Leaverton; piano luci: Franco Campioni, costumi: Lucia Squillari.

“Tangle… in the womb of a juggler”, atmosferico solo di Francesca Mari, esplora il movimento in un sogno astratto, liberamente ispirato a miti e leggende delle isole Tonga, al concetto di femminilità, e alla giocoliera come linguaggio. È inoltre un tributo fatto da una giocoliera italiana ad una tradizione che unisce le donne, nella gioia e spensieratezza data dal semplice gesto del lancio di oggetti. Grazie alle preziose esperienze e conversazioni, viaggiando in Tonga, “Tangle” è ispirato dal gioco chiamato “Hiko” praticato nell’arcipelago Polinesiano. Un gioco in cui frutti a forma sferica (chiamati Tui-Tui Nuts) vengono lanciati in aria formando un pattern circolare. Praticato solo ed esclusivamente da donne, Hiko viene sovente accompagnato da una misteriosa canzone di cui si è perso il significato. Partendo dall’ispirazione data da questa tradizione affascinante e lontana, Francesca Mari propone un’astratta interpretazione fisica dell’universo femminile e quello che unisce tutte le donne in culture differenti, usando manipolazione di oggetti, danza e antipodismo.


Venerdì 3 giugno alle ore 21 ultimo appuntamento della rassegna, con “Sinking Islands” di Satoyama.

“Sinking Islands” è un viaggio onirico e immaginifico in cui musica e performance, suoni e movimenti si fondono insieme per un obiettivo comune: usare il linguaggio artistico per affrontare l’urgenza climatica dell’innalzamento dei mari a causa antropica. Apparentemente lontani geograficamente da noi, i popoli che abitano le isole del Pacifico sono i primi a subire le conseguenze dell’innalzamento dei mari. Isole conosciute per le spiagge bianche e i coralli fluorescenti stanno sparendo. Nello stato insulare di Kiribate 120 mila abitanti saranno costretti a lasciare il loro paese natio, non solo a causa del continuo innalzamento delle acque che sommergerà le loro case, ma anche perché i pesci di barriera di cui si nutrono stanno morendo a causa dell’atrofizzazione dei coralli che li ospitano. Partendo da queste suggestioni, Satoyama racconta storie di cui nei libri non rimane traccia, accompagnando il pubblico lontano, su quelle isole, tra quegli sguardi, che lontani poi non sono affatto.

“Il concetto di cura della Terra e della propria comunità è qualcosa che è nelle nostre corde da sempre – dice Silvia Ribero, fondatrice di Biloura – perché consideriamo le arti performative uno dei possibili nuclei di una comunità, un luogo per riflettere sul presente senza rinunciare allo stupore e alla bellezza del ricercare, insieme, altre possibilità”.

INFO E PRENOTAZIONI

Biglietto popolare unico 5€ – Gratuito bambine / sotto i 5 anni d’età – Email: bilouradreamproject@gmail.com – Tel. 324.6269676

Redazione City
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